Leggo con sorpresa la notizia di un camionista che si è visto ritirare la patente ben 7 volte in 6 anni per guida in stato di ebbrezza. Eppure, sebbene la notizia potrebbe già risultare scandalosa per l’elevato numero di ritiri della patente senza altri provvedimenti di recupero per il camionista impenitente, c’è da segnalare che Johann Eschgfaeller, così si chiama l’uomo amico delle osterie abitante in Val Gardena, è stato protagonista nel 1994 e nel 1995 anche di due incidenti in cui persero la vita 10 persone ed altre 17 furono obbligate alle cure mediche. Per anni dunque Johann ha potuto scorrazzare libero per le strade italiane sebbene fosse stato autore di pericolose scorribande alla guida del suo tir, ovviamente ubriaco, ed avesse causato la morte di una decina di persone. Perchè nessuna autorità ha provveduto a sanzionare il camionista ed a comminargli un provvedimento precauzionale per evitare situazioni simili e poter permettere il recupero fisico-mentale del soggetto? Gli agenti che in questi anni hanno fermato e controllato il camionista non si sono accorti dei suoi precedenti? Forse la Legge non sa gestire casi di guida in stato di ebbrezza e oltraggio a pubblico ufficiale (nell’ultima occasione di ritiro della patente il camionista ha infatti offeso gli agenti che lo avevano fermato…)?
Forse con qualche spunto potremmo riflettere meglio:
Chiunque frequenti l’Alto Adige sa bene che in quell’amena vallata il diritto è come “sospeso”, ed esiste una diffusa mentalità che considera veniali i peccati dei valligiani, mentre la legge per tutti gli altri è applicata in misura più o meno standard.
Non stupisce che le pattuglie di servizio, invece di arrestare il galantuomo con un pretesto qualsiasi (e ne avrebbero trovati a piacere - non c‘è bisogno di insegnarlo nè a polizia nè ai carabinieri) gli abbiano dato un buffetto “Questa volta va così, ma non passi più di qui!” considerando semplicemente pittoresco il suo etilismo. Consideriamo che i militi delle forze dell’ordine, poi, là ci devono vivere tutti i giorni, di fianco ai fratelli e ai “cuggini” del delinquente.
Analogamente, com’è che a Ponte Chiasso gli svizzeri in entrata in Italia, non appena passata la frontiera, aprono la portiera e svuotano a terra il portacenere? Provate a farlo voi a Lugano.Purtroppo queste cose raccapriccianti possono succedere solo in un paese dove si è certi di essere impuniti.
Il link all’articolo su La Repubblica:
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